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mercoledì 27 maggio 2026

Burocrazia digitale vs Realtà territoriale: perché a Rovereto "chiudere una pratica" non significa risolvere il problema

Come Consigliere della Circoscrizione Rovereto Centro, ritengo che il mio primo dovere sia monitorare il territorio e dare voce alle necessità dei nostri quartieri. Proprio per questo, lo scorso 19 aprile, ho inoltrato una segnalazione formale al Comune riguardo allo stato di forte incuria e degrado in cui versa l'area parcheggio biciclette in Via Udine, situata proprio di fronte al centro natatorio.

La segnalazione: una giungla a ridosso delle rastrelliere

Le condizioni dell'area parlavano (e purtroppo parlano ancora) da sole:

  • Rastrelliere sommerse: la vegetazione spontanea ha completamente invaso la pavimentazione, rendendo difficoltoso e insicuro l'accesso e l'utilizzo del servizio da parte dei cittadini.

  • Rifiuti abbandonati: tra i cespugli incolti spiccavano detriti vari e persino uno pneumatico abbandonato.

La mia richiesta era di ordinaria amministrazione: un semplice intervento di sfalcio dell'erba, potatura e pulizia dell'area. Atti base per una città che punta a promuovere la mobilità sostenibile e il decoro urbano.

Il gioco di prestigio della burocrazia: pratica "Chiusa" su schermo, ma non sul posto

Oggi, 27 maggio, a distanza di oltre un mese, è arrivato il verdetto del portale comunale. Il ticket (n. 8715733a-cb5a-49b8-ab11-36372d9d8f4b) è stato ufficialmente contrassegnato come "CHIUSO".

C'è da gioire? Purtroppo no, perché la motivazione ufficiale degli uffici recita testualmente:

"Buon pomeriggio, abbiamo allertato la ditta, grazie per la segnalazione."

Ecco il cuore del problema politico e amministrativo che voglio sollevare. Per l'amministrazione centrale, inoltrare un’email a una ditta appaltatrice equivale a risolvere il problema. Nei sistemi informatici la pratica sparisce, le statistiche sull'efficienza migliorano, ma sul posto la giungla e lo pneumatico restano esattamente dove erano un mese fa.

La mia posizione: servono fatti, non passacarte

Questo episodio evidenzia un metodo di gestione della cosa pubblica che non posso condividere:

  1. Svalutazione del decentramento: Se un Consigliere di Circoscrizione, muovendosi come sensore sul territorio, viene liquidato con un click d'ufficio prima ancora che i lavori siano eseguiti, significa che si sta svuotando di significato il ruolo di chi rappresenta i quartieri in prima linea.

  2. Mancanza di controllo sugli appalti: Il Comune non può limitarsi a fare il "passacarte". Ha il dovere politico e amministrativo di verificare che le ditte esterne svolgano gli interventi prima di archiviare le segnalazioni.

  3. Coerenza sulla mobilità sostenibile: Non si incentiva l'uso della bicicletta solo con i grandi proclami, ma garantendo la manutenzione e la sicurezza delle poche infrastrutture esistenti.

La digitalizzazione è una grande risorsa se serve a velocizzare i servizi, non se diventa uno scudo dietro cui nascondere i ritardi. Come rappresentante della Circoscrizione Rovereto Centro, continuerò a vigilare e a pretendere che a quella risposta formale seguano i fatti. I cittadini meritano una città curata nella realtà, non solo nei database del Comune.

ing. Ciro D’Antuono

Consigliere della Circoscrizione Rovereto Centro
















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