Lo sport di base e il diritto al gioco libero sono pilastri fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi. Negli ultimi anni, a Rovereto, abbiamo visto nascere o riqualificarsi diversi campi sportivi vicino agli oratori, spazi che dovrebbero essere il cuore pulsante dell'aggregazione giovanile e del quartiere. Io stesso, in passato, mi sono battuto affinché il campo adiacente alla Parrocchia di Santa Caterina diventasse la realtà che è oggi: un luogo di ritrovo e di sport.
Oggi, però, davanti ad alcune scelte, credo sia doveroso porsi delle domande su come questi spazi vengano gestiti, concessi e tutelati.
Un campo da calcio o un'area luna park? In questi giorni, proprio in concomitanza con la ripresa delle attività autunnali e l'inizio dell'anno catechistico, il campo in erba sintetica di Santa Caterina è stato occupato da pesanti intelaiature metalliche a pagamento (i cosiddetti "salta salta"). Al di là del rischio, tutt'altro che remoto, di usurare o danneggiare in modo permanente un manto sintetico costoso e delicato con carichi inadeguati, c'è una questione di principio politica e sociale: ha senso sottrarre un campo sportivo alla sua vocazione naturale, il gioco e lo sport gratuito dei ragazzi, per far posto a iniziative di natura commerciale?
Due pesi e due misure per le nostre associazioni sportive? A Rovereto abbiamo decine di Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) che svolgono un ruolo educativo straordinario, ma che faticano quotidianamente a trovare spazi per far allenare i propri iscritti. Molte realtà si devono accontentare di porzioni di campo minime o si vedono costrette a respingere nuovi ragazzi per mancanza di strutture. Se oggi uno spazio sportivo (pubblico o vincolato da convenzioni) viene concesso per installare attrazioni a pagamento, le medesime condizioni e la stessa disponibilità verrebbero garantite a un'ASD locale?
Il vecchio nodo dell'illuminazione C'è infine un tema di coerenza e di costi. Ricordo bene quando, anni fa, ai ragazzi che frequentavano l'oratorio veniva di fatto scoraggiato o negato l'utilizzo serale degli spazi sportivi perché "accendere le luci costava troppo" e le tariffe erano proibitive. Oggi, per queste iniziative temporanee, chi paga la corrente? Quali tariffe vengono applicate e a chi vanno in carico i costi di gestione?
Ho depositato un'interrogazione ufficiale Per avere risposte chiare a queste domande, ho appena depositato un'interrogazione in Circoscrizione Rovereto Centro, affinché il Comune chiarisca la propria posizione. Non si tratta di un attacco alle parrocchie, il cui ruolo sociale ed educativo per la comunità resta prezioso e indiscutibile. Si tratta di chiedere trasparenza ed equità all'Amministrazione Comunale.
Se il Comune dichiara che il "diritto al gioco libero" è una priorità per questi nuovi spazi, le regole devono essere coerenti. Abbiamo bisogno di criteri chiari e uguali per tutti, che tutelino gli investimenti fatti, che non penalizzino le associazioni sportive locali e che, soprattutto, rimettano al centro il diritto dei nostri bambini di avere sempre un posto sicuro, accessibile e gratuito in cui correre dietro a un pallone.
Voi cosa ne pensate di questa situazione? Avete notato anche voi la carenza di spazi per i nostri ragazzi? Ditemi la vostra.




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