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mercoledì 3 giugno 2026

Sicurezza al Centro Natatorio di Rovereto: stop al degrado e tutele per il personale. Ho presentato una mozione urgente

 Cari concittadini,

la stagione estiva è appena iniziata, ma il nostro Centro Natatorio di Rovereto sta già affrontando criticità che rischiano di compromettere la serenità di chi vuole semplicemente godersi una giornata di relax.

Come se non bastassero i disagi derivanti dagli attuali lavori di rifacimento del manto stradale nelle aree vicine – che già penalizzano l'accessibilità alla struttura – si stanno moltiplicando le segnalazioni di episodi inaccettabili all'interno dell'impianto.

Cosa sta succedendo?

Nelle ultime settimane sono stati registrati comportamenti molesti, atti vandalici e vere e proprie intimidazioni da parte di alcuni gruppi di giovani ("baby gang"). A farne le spese sono soprattutto gli assistenti bagnanti: si tratta spesso di ragazzi giovanissimi, alla prima esperienza lavorativa, che oggi hanno paura di fare il proprio dovere perché esposti a minacce verbali e spintoni.

A questo si aggiunge un utilizzo improprio dei biglietti e abbonamenti "Family": alcuni genitori entrano con i figli minori sfruttando le tariffe agevolate, per poi allontanarsi subito dopo e lasciare i ragazzi da soli nella struttura, liberi di violare le regole e danneggiare i beni comuni senza che sia possibile identificarli.

Nessuno deve sentirsi insicuro a casa propria. Una piscina pubblica deve essere un luogo di aggregazione sano, sicuro e accessibile a tutti, ma nel rispetto rigoroso delle regole di convivenza civile.

La mia proposta in Circoscrizione

Non possiamo girarci dall'altra parte. Per questo motivo ho depositato ufficialmente una mozione urgente nel Consiglio della Circoscrizione Rovereto Centro, chiedendo che il Comune e il gestore intervengano subito con cinque azioni concrete:

  • Controlli rigidi sui biglietti "Family": Chi entra con un minore deve rimanere all'interno della struttura per vigilare su di lui. Se l'adulto si allontana, decade il diritto di permanenza del minore non accompagnato.

  • Abbonamenti con fototessera e braccialetti: Obbligo di foto digitale collegata agli abbonamenti per un riconoscimento immediato e uso di braccialetti identificativi per i giornalieri.

  • Steward e sicurezza privata: Presenza di addetti alla sicurezza nei fine settimana e nelle ore pomeridiane più affollate, per tutelare i giovani bagnini e gli utenti.

  • Più controlli della Polizia Locale: Passaggi frequenti e appiedati degli agenti all'interno del centro natatorio come deterrente.

  • Educazione di strada: Attivazione dei servizi sociali e dei mediatori per intercettare il disagio giovanile prima che si trasformi in vandalismo.

Il vostro parere conta

Le regole scritte servono a poco se non vengono fatte rispettare. Tollerare questi comportamenti significa danneggiare un servizio pubblico che paghiamo tutti noi cittadini.

Cosa ne pensate di queste proposte? Avete assistito anche voi a episodi simili o avete altri suggerimenti da darmi per migliorare la sicurezza nel nostro quartiere?

Scrivetelo nei commenti o contattatemi direttamente. Porterò la vostra voce in Consiglio!

Ciro D'Antuono Consigliere della Circoscrizione Rovereto Centro


Verso il Consiglio Circoscrizionale del 4 giugno: ecco le mie proposte per Rovereto Centro

 Domani sera, giovedì 4 giugno 2026 alle ore 20:30, si riunirà il Consiglio della Circoscrizione 1^ Rovereto Centro presso la sala di Casa Adami in piazza San Marco 7. Si tratta di un appuntamento importante per la nostra comunità, durante il quale verranno esaminati diversi documenti, tra cui una mia interrogazione e cinque mozioni focalizzate su temi cruciali per il nostro quartiere.

Di seguito vi presento nel dettaglio i punti che ho depositato e che difenderò in aula:

1. Interrogazione sulla raccolta degli abiti usati

Ho presentato una richiesta di chiarimenti in merito allo stato attuale e alle modalità di gestione dei punti di raccolta degli abiti usati sul territorio circoscrizionale, con l'obiettivo di assicurarne il corretto funzionamento ed evitare situazioni di degrado.

2. Rigenerazione urbana e sicurezza per l'Urban City

Il polo Urban City e l'intero centro storico stanno soffrendo una preoccupante desertificazione commerciale. Con questa mozione chiedo interventi mirati e strutturali di rigenerazione urbana e misure di sicurezza concrete per rilanciare l'area e sostenere le attività locali.

3. Criticità e lavori in Via Udine e Largo Marinai d'Italia

È necessario accelerare i tempi. Chiedo il sollecito completamento dei lavori stradali, un'adeguata integrazione della manutenzione della pista ciclabile e una gestione più efficiente delle criticità legate ai parcheggi della zona.

4. Sicurezza e decoro nei parchi: il "Presidio Attivo"

I parchi della nostra circoscrizione devono tornare a essere luoghi sicuri e pienamente fruibili da famiglie, bambini e anziani. Propongo l'adozione del modello di "Presidio attivo" per contrastare fenomeni di microcriminalità e incuria.

5. Promozione di aree pubbliche "Smokefree"

Una proposta di civiltà e salute: promuovere l'istituzione di aree pubbliche all'aperto (come parchi gioco o zone frequentate da minori) in cui sia vietato fumare, a tutela della salute dei cittadini e della pulizia degli spazi comuni.

6. Nuove isole ecologiche nel Centro Storico

Il centro storico merita una gestione dei rifiuti che sappia coniugare le necessità dei residenti e delle attività con il rispetto del decoro architettonico. La mozione punta a valutare il posizionamento e l'efficientamento delle isole ecologiche urbane.

Partecipa anche tu: La politica locale vive del confronto con i cittadini. Se hai suggerimenti o vuoi assistere alla seduta, l'appuntamento è per domani a Casa Adami. Continuerò a tenervi aggiornati sugli esiti delle votazioni.



mercoledì 27 maggio 2026

Quando la burocrazia "chiude" i problemi senza risolverli: il paradosso di Parco Tamanini.

Immaginate un parco di quartiere frequentato ogni giorno da decine di famiglie, bambini e nonni. Immaginate uno dei giochi più amati, un classico gioco a molla in legno, che si rompe diventando pericoloso, pieno di schegge e privo di stabilità. Quanto tempo dovrebbe impiegare un'amministrazione efficiente per ripararlo o sostituirlo?

Se vi dicessi che sono passati ben 19 mesi dalla prima segnalazione ufficiale e che il problema non è ancora risolto, probabilmente fatichereste a crederci. Eppure, questa è la triste odissea burocratica che interessa il Parco Livio Tamanini a Rovereto.

La storia inizia il 31 ottobre 2024, giorno in cui ho inoltrato la prima segnalazione formale all'URP evidenziando il degrado dell'area verde, la mancanza di una panchina e la rottura strutturale del gioco a molla. Da quel momento, è iniziato un infinito ping-pong istituzionale. Prima la rassicurazione che un protocollo era aperto (il n. 208821), poi le mie ripetute richieste di inserire il punto all'ordine del giorno del Consiglio circoscrizionale, infine i solleciti diretti alla Presidenza della Circoscrizione all'inizio del 2025.

Davanti a un silenzio durato oltre un anno, il 19 aprile 2026 ho deciso di formalizzare un ulteriore sollecito d'urgenza tramite i canali telematici del Comune, allegando i riscontri fotografici che testimoniano il progressivo ammaloramento del legno, ormai ridotto a un potenziale pericolo per l'incolumità pubblica.

Arriviamo a oggi, 27 maggio 2026. Sapete qual è la risposta dell'amministrazione? Il ticket di segnalazione è stato formalmente contrassegnato come "CHIUSO".

Un cittadino o un osservatore esterno penserebbe: "Ottimo, avranno finalmente sostituito il gioco!". E invece no. Leggendo le note interne dell'Ufficio Verde e Cantiere, si scopre il paradosso: il ticket viene chiuso perché "stiamo provvedendo con i pezzi necessari" e, nel frattempo, "è stato inibito l'uso del gioco" allertando la ditta esterna.

Siamo di fronte a un cortocircuito gestionale inaccettabile: per le statistiche del Comune il problema è risolto e archiviato, ma per i bambini della nostra Circoscrizione l'unica realtà è un nastro di cantiere che vieta loro di giocare. Transennare un pericolo dopo un anno e mezzo non significa risolvere un disservizio, significa certificare un ritardo.

Come Consigliere e come cittadino, continuerò a pretendere che i ticket vengano chiusi solo quando i giochi tornano a disposizione della comunità, non quando si sposta una pratica da una scrivania all'altra. Gli accordi di compensazione ambientale presi a fronte delle recenti edificazioni in via Segantini, via Halbherr e via Udine prevedevano il miglioramento del parco, non il suo progressivo abbandono.

La cura dei beni comuni misura la qualità di un'amministrazione. E su questo fronte, a Parco Tamanini, la strada da fare è ancora molta.


⏱️ La Cronistoria del Disservizio

  • 31 Ottobre 2024: invio la prima segnalazione ufficiale sul degrado del Parco Livio Tamanini e sul gioco a molla rotto.

  • 13 Novembre 2024: L'URP mi risponde che esiste già una segnalazione aperta (la n. 208821 del 22/10) e ti suggerisce di parlarne in consiglio circoscrizionale.

  • 21 Gennaio 2025: sollecito l'inserimento del punto all'ordine del giorno, dato che sono passati due mesi senza novità.

  • 28 Febbraio 2025: scrivo direttamente al Presidente della Circoscrizione Rovereto Centro per chiedere un intervento urgente, visto che il gioco è ancora rotto.

  • 19 Aprile 2026: dopo un anno di ulteriore stallo, decido di inserire un sollecito urgente formale tramite la piattaforma del Comune.

  • 27 Maggio 2026 (Oggi): il Comune chiude il ticket.










Burocrazia digitale vs Realtà territoriale: perché a Rovereto "chiudere una pratica" non significa risolvere il problema

Come Consigliere della Circoscrizione Rovereto Centro, ritengo che il mio primo dovere sia monitorare il territorio e dare voce alle necessità dei nostri quartieri. Proprio per questo, lo scorso 19 aprile, ho inoltrato una segnalazione formale al Comune riguardo allo stato di forte incuria e degrado in cui versa l'area parcheggio biciclette in Via Udine, situata proprio di fronte al centro natatorio.

La segnalazione: una giungla a ridosso delle rastrelliere

Le condizioni dell'area parlavano (e purtroppo parlano ancora) da sole:

  • Rastrelliere sommerse: la vegetazione spontanea ha completamente invaso la pavimentazione, rendendo difficoltoso e insicuro l'accesso e l'utilizzo del servizio da parte dei cittadini.

  • Rifiuti abbandonati: tra i cespugli incolti spiccavano detriti vari e persino uno pneumatico abbandonato.

La mia richiesta era di ordinaria amministrazione: un semplice intervento di sfalcio dell'erba, potatura e pulizia dell'area. Atti base per una città che punta a promuovere la mobilità sostenibile e il decoro urbano.

Il gioco di prestigio della burocrazia: pratica "Chiusa" su schermo, ma non sul posto

Oggi, 27 maggio, a distanza di oltre un mese, è arrivato il verdetto del portale comunale. Il ticket (n. 8715733a-cb5a-49b8-ab11-36372d9d8f4b) è stato ufficialmente contrassegnato come "CHIUSO".

C'è da gioire? Purtroppo no, perché la motivazione ufficiale degli uffici recita testualmente:

"Buon pomeriggio, abbiamo allertato la ditta, grazie per la segnalazione."

Ecco il cuore del problema politico e amministrativo che voglio sollevare. Per l'amministrazione centrale, inoltrare un’email a una ditta appaltatrice equivale a risolvere il problema. Nei sistemi informatici la pratica sparisce, le statistiche sull'efficienza migliorano, ma sul posto la giungla e lo pneumatico restano esattamente dove erano un mese fa.

La mia posizione: servono fatti, non passacarte

Questo episodio evidenzia un metodo di gestione della cosa pubblica che non posso condividere:

  1. Svalutazione del decentramento: Se un Consigliere di Circoscrizione, muovendosi come sensore sul territorio, viene liquidato con un click d'ufficio prima ancora che i lavori siano eseguiti, significa che si sta svuotando di significato il ruolo di chi rappresenta i quartieri in prima linea.

  2. Mancanza di controllo sugli appalti: Il Comune non può limitarsi a fare il "passacarte". Ha il dovere politico e amministrativo di verificare che le ditte esterne svolgano gli interventi prima di archiviare le segnalazioni.

  3. Coerenza sulla mobilità sostenibile: Non si incentiva l'uso della bicicletta solo con i grandi proclami, ma garantendo la manutenzione e la sicurezza delle poche infrastrutture esistenti.

La digitalizzazione è una grande risorsa se serve a velocizzare i servizi, non se diventa uno scudo dietro cui nascondere i ritardi. Come rappresentante della Circoscrizione Rovereto Centro, continuerò a vigilare e a pretendere che a quella risposta formale seguano i fatti. I cittadini meritano una città curata nella realtà, non solo nei database del Comune.

ing. Ciro D’Antuono

Consigliere della Circoscrizione Rovereto Centro
















sabato 16 maggio 2026

📢 Raccolta abiti usati a Rovereto: generosità sì, ma nella legalità e nel rispetto del decoro

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Cari concittadini,

in queste ore la stampa locale (La Voce del Trentino) ha riacceso i riflettori su un problema che purtroppo si trascina da ormai un anno nelle nostre strade: la comparsa di volantini anonimi per la raccolta "porta a porta" di abiti usati, seguiti dal sistematico abbandono di sacchi sui marciapiedi che nessuno passa mai a ritirare.

Rovereto è una città dal cuore grande e molto generosa. Poiché Dolomiti Ambiente non effettua la raccolta a domicilio dei tessili, molti di voi espongono questi sacchi con la sincera intenzione di fare del bene. Purtroppo, però, questa generosità viene regolarmente strumentalizzata da organizzazioni fantasma, lasciando i nostri quartieri nel degrado e vanificando il valore dei vostri doni, che finiscono esposti alle intemperie.

🔍 Cosa sta succedendo?

Nelle ultime settimane (maggio 2026) si è ripetuto lo stesso identico schema dello scorso anno:

  • Volantini totalmente anonimi: nessuna indicazione sull'ente organizzatore (se si tratti di un'attività solidale o commerciale).

  • Contatti fantasma: numeri di telefono inesistenti o sistematicamente irraggiungibili.

  • Abbandono di rifiuti: i sacchi restano a terra per giorni, danneggiando il decoro urbano e creando spreco di risorse che avrebbero potuto avere una seconda vita.

🛑 La mia azione: ho interrogato ufficialmente l'Amministrazione

Non possiamo tollerare che il suolo pubblico venga occupato abusivamente e che la buona fede dei roveretani venga calpestata. Per questo motivo, ho presentato una formale proposta di Ordine del Giorno per chiedere risposte immediate alla Giunta comunale:

  • Verifica delle autorizzazioni: Ho chiesto se l'Amministrazione e Dolomiti Ambiente siano a conoscenza di queste specifiche raccolte e se siano mai state regolarmente autorizzate.

  • Controlli della Polizia Locale: È necessario sapere quali controlli siano stati effettuati per identificare i soggetti che affiggono questi volantini e occupano le nostre strade.

  • Trasparenza obbligatoria: Ho domandato perché, a distanza di un anno dalle prime segnalazioni, non sia ancora stata implementata una regolamentazione che imponga l'obbligo di chiara identificazione (nome ente, numero autorizzazione, recapiti certi) su ogni volantino di raccolta.

  • Un servizio sicuro e certificato: Ho proposto di valutare l'istituzione di un servizio di raccolta periodico e certificato in collaborazione con gli enti del Terzo Settore locale, per garantire ai cittadini la certezza che le donazioni raggiungano scopi benefici e non alimentino mercati paralleli opachi.

La solidarietà è un pilastro della nostra comunità, ma deve camminare di pari passo con la trasparenza e l'ordine. Vi invito a prestare la massima attenzione e a non fidarvi di avvisi che non mostrano chiaramente chi c'è dietro.

Vi terrò aggiornati sulle risposte che l'Amministrazione darà a questa interrogazione. Resto come sempre a vostra completa disposizione per raccogliere le vostre segnalazioni.

Ciro D'Antuono Consigliere Circoscrizionale – Rovereto