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mercoledì 27 maggio 2026

Quando la burocrazia "chiude" i problemi senza risolverli: il paradosso di Parco Tamanini.

Immaginate un parco di quartiere frequentato ogni giorno da decine di famiglie, bambini e nonni. Immaginate uno dei giochi più amati, un classico gioco a molla in legno, che si rompe diventando pericoloso, pieno di schegge e privo di stabilità. Quanto tempo dovrebbe impiegare un'amministrazione efficiente per ripararlo o sostituirlo?

Se vi dicessi che sono passati ben 19 mesi dalla prima segnalazione ufficiale e che il problema non è ancora risolto, probabilmente fatichereste a crederci. Eppure, questa è la triste odissea burocratica che interessa il Parco Livio Tamanini a Rovereto.

La storia inizia il 31 ottobre 2024, giorno in cui ho inoltrato la prima segnalazione formale all'URP evidenziando il degrado dell'area verde, la mancanza di una panchina e la rottura strutturale del gioco a molla. Da quel momento, è iniziato un infinito ping-pong istituzionale. Prima la rassicurazione che un protocollo era aperto (il n. 208821), poi le mie ripetute richieste di inserire il punto all'ordine del giorno del Consiglio circoscrizionale, infine i solleciti diretti alla Presidenza della Circoscrizione all'inizio del 2025.

Davanti a un silenzio durato oltre un anno, il 19 aprile 2026 ho deciso di formalizzare un ulteriore sollecito d'urgenza tramite i canali telematici del Comune, allegando i riscontri fotografici che testimoniano il progressivo ammaloramento del legno, ormai ridotto a un potenziale pericolo per l'incolumità pubblica.

Arriviamo a oggi, 27 maggio 2026. Sapete qual è la risposta dell'amministrazione? Il ticket di segnalazione è stato formalmente contrassegnato come "CHIUSO".

Un cittadino o un osservatore esterno penserebbe: "Ottimo, avranno finalmente sostituito il gioco!". E invece no. Leggendo le note interne dell'Ufficio Verde e Cantiere, si scopre il paradosso: il ticket viene chiuso perché "stiamo provvedendo con i pezzi necessari" e, nel frattempo, "è stato inibito l'uso del gioco" allertando la ditta esterna.

Siamo di fronte a un cortocircuito gestionale inaccettabile: per le statistiche del Comune il problema è risolto e archiviato, ma per i bambini della nostra Circoscrizione l'unica realtà è un nastro di cantiere che vieta loro di giocare. Transennare un pericolo dopo un anno e mezzo non significa risolvere un disservizio, significa certificare un ritardo.

Come Consigliere e come cittadino, continuerò a pretendere che i ticket vengano chiusi solo quando i giochi tornano a disposizione della comunità, non quando si sposta una pratica da una scrivania all'altra. Gli accordi di compensazione ambientale presi a fronte delle recenti edificazioni in via Segantini, via Halbherr e via Udine prevedevano il miglioramento del parco, non il suo progressivo abbandono.

La cura dei beni comuni misura la qualità di un'amministrazione. E su questo fronte, a Parco Tamanini, la strada da fare è ancora molta.


⏱️ La Cronistoria del Disservizio

  • 31 Ottobre 2024: invio la prima segnalazione ufficiale sul degrado del Parco Livio Tamanini e sul gioco a molla rotto.

  • 13 Novembre 2024: L'URP mi risponde che esiste già una segnalazione aperta (la n. 208821 del 22/10) e ti suggerisce di parlarne in consiglio circoscrizionale.

  • 21 Gennaio 2025: sollecito l'inserimento del punto all'ordine del giorno, dato che sono passati due mesi senza novità.

  • 28 Febbraio 2025: scrivo direttamente al Presidente della Circoscrizione Rovereto Centro per chiedere un intervento urgente, visto che il gioco è ancora rotto.

  • 19 Aprile 2026: dopo un anno di ulteriore stallo, decido di inserire un sollecito urgente formale tramite la piattaforma del Comune.

  • 27 Maggio 2026 (Oggi): il Comune chiude il ticket.










Burocrazia digitale vs Realtà territoriale: perché a Rovereto "chiudere una pratica" non significa risolvere il problema

Come Consigliere della Circoscrizione Rovereto Centro, ritengo che il mio primo dovere sia monitorare il territorio e dare voce alle necessità dei nostri quartieri. Proprio per questo, lo scorso 19 aprile, ho inoltrato una segnalazione formale al Comune riguardo allo stato di forte incuria e degrado in cui versa l'area parcheggio biciclette in Via Udine, situata proprio di fronte al centro natatorio.

La segnalazione: una giungla a ridosso delle rastrelliere

Le condizioni dell'area parlavano (e purtroppo parlano ancora) da sole:

  • Rastrelliere sommerse: la vegetazione spontanea ha completamente invaso la pavimentazione, rendendo difficoltoso e insicuro l'accesso e l'utilizzo del servizio da parte dei cittadini.

  • Rifiuti abbandonati: tra i cespugli incolti spiccavano detriti vari e persino uno pneumatico abbandonato.

La mia richiesta era di ordinaria amministrazione: un semplice intervento di sfalcio dell'erba, potatura e pulizia dell'area. Atti base per una città che punta a promuovere la mobilità sostenibile e il decoro urbano.

Il gioco di prestigio della burocrazia: pratica "Chiusa" su schermo, ma non sul posto

Oggi, 27 maggio, a distanza di oltre un mese, è arrivato il verdetto del portale comunale. Il ticket (n. 8715733a-cb5a-49b8-ab11-36372d9d8f4b) è stato ufficialmente contrassegnato come "CHIUSO".

C'è da gioire? Purtroppo no, perché la motivazione ufficiale degli uffici recita testualmente:

"Buon pomeriggio, abbiamo allertato la ditta, grazie per la segnalazione."

Ecco il cuore del problema politico e amministrativo che voglio sollevare. Per l'amministrazione centrale, inoltrare un’email a una ditta appaltatrice equivale a risolvere il problema. Nei sistemi informatici la pratica sparisce, le statistiche sull'efficienza migliorano, ma sul posto la giungla e lo pneumatico restano esattamente dove erano un mese fa.

La mia posizione: servono fatti, non passacarte

Questo episodio evidenzia un metodo di gestione della cosa pubblica che non posso condividere:

  1. Svalutazione del decentramento: Se un Consigliere di Circoscrizione, muovendosi come sensore sul territorio, viene liquidato con un click d'ufficio prima ancora che i lavori siano eseguiti, significa che si sta svuotando di significato il ruolo di chi rappresenta i quartieri in prima linea.

  2. Mancanza di controllo sugli appalti: Il Comune non può limitarsi a fare il "passacarte". Ha il dovere politico e amministrativo di verificare che le ditte esterne svolgano gli interventi prima di archiviare le segnalazioni.

  3. Coerenza sulla mobilità sostenibile: Non si incentiva l'uso della bicicletta solo con i grandi proclami, ma garantendo la manutenzione e la sicurezza delle poche infrastrutture esistenti.

La digitalizzazione è una grande risorsa se serve a velocizzare i servizi, non se diventa uno scudo dietro cui nascondere i ritardi. Come rappresentante della Circoscrizione Rovereto Centro, continuerò a vigilare e a pretendere che a quella risposta formale seguano i fatti. I cittadini meritano una città curata nella realtà, non solo nei database del Comune.

ing. Ciro D’Antuono

Consigliere della Circoscrizione Rovereto Centro
















sabato 16 maggio 2026

📢 Raccolta abiti usati a Rovereto: generosità sì, ma nella legalità e nel rispetto del decoro

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Cari concittadini,

in queste ore la stampa locale (La Voce del Trentino) ha riacceso i riflettori su un problema che purtroppo si trascina da ormai un anno nelle nostre strade: la comparsa di volantini anonimi per la raccolta "porta a porta" di abiti usati, seguiti dal sistematico abbandono di sacchi sui marciapiedi che nessuno passa mai a ritirare.

Rovereto è una città dal cuore grande e molto generosa. Poiché Dolomiti Ambiente non effettua la raccolta a domicilio dei tessili, molti di voi espongono questi sacchi con la sincera intenzione di fare del bene. Purtroppo, però, questa generosità viene regolarmente strumentalizzata da organizzazioni fantasma, lasciando i nostri quartieri nel degrado e vanificando il valore dei vostri doni, che finiscono esposti alle intemperie.

🔍 Cosa sta succedendo?

Nelle ultime settimane (maggio 2026) si è ripetuto lo stesso identico schema dello scorso anno:

  • Volantini totalmente anonimi: nessuna indicazione sull'ente organizzatore (se si tratti di un'attività solidale o commerciale).

  • Contatti fantasma: numeri di telefono inesistenti o sistematicamente irraggiungibili.

  • Abbandono di rifiuti: i sacchi restano a terra per giorni, danneggiando il decoro urbano e creando spreco di risorse che avrebbero potuto avere una seconda vita.

🛑 La mia azione: ho interrogato ufficialmente l'Amministrazione

Non possiamo tollerare che il suolo pubblico venga occupato abusivamente e che la buona fede dei roveretani venga calpestata. Per questo motivo, ho presentato una formale proposta di Ordine del Giorno per chiedere risposte immediate alla Giunta comunale:

  • Verifica delle autorizzazioni: Ho chiesto se l'Amministrazione e Dolomiti Ambiente siano a conoscenza di queste specifiche raccolte e se siano mai state regolarmente autorizzate.

  • Controlli della Polizia Locale: È necessario sapere quali controlli siano stati effettuati per identificare i soggetti che affiggono questi volantini e occupano le nostre strade.

  • Trasparenza obbligatoria: Ho domandato perché, a distanza di un anno dalle prime segnalazioni, non sia ancora stata implementata una regolamentazione che imponga l'obbligo di chiara identificazione (nome ente, numero autorizzazione, recapiti certi) su ogni volantino di raccolta.

  • Un servizio sicuro e certificato: Ho proposto di valutare l'istituzione di un servizio di raccolta periodico e certificato in collaborazione con gli enti del Terzo Settore locale, per garantire ai cittadini la certezza che le donazioni raggiungano scopi benefici e non alimentino mercati paralleli opachi.

La solidarietà è un pilastro della nostra comunità, ma deve camminare di pari passo con la trasparenza e l'ordine. Vi invito a prestare la massima attenzione e a non fidarvi di avvisi che non mostrano chiaramente chi c'è dietro.

Vi terrò aggiornati sulle risposte che l'Amministrazione darà a questa interrogazione. Resto come sempre a vostra completa disposizione per raccogliere le vostre segnalazioni.

Ciro D'Antuono Consigliere Circoscrizionale – Rovereto

 

giovedì 14 maggio 2026

Raccolta abiti usati a Rovereto: tra abusivismo e inerzia amministrativa. La mia nuova interrogazione.

Il caso scoppiato in questi giorni sui gruppi social cittadini (come "Se sei di Rovereto") è la punta dell'iceberg di un problema che trascino all'attenzione della Circoscrizione Rovereto Centro ormai da tempo.

La cronaca del fallimento Cittadini di buona volontà espongono sacchi di indumenti seguendo le indicazioni di volantini generici. Risultato? Nessun ritiro, centralini muti e vestiti rovinati dalla pioggia sui marciapiedi. Questo non è solo un danno al decoro, ma un insulto allo spirito di solidarietà dei roveretani.

L'impegno politico: non è una novità Già nel maggio 2025 avevo presentato una proposta di Ordine del Giorno per chiedere regole ferree:

  • Identificazione obbligatoria dei soggetti che effettuano la raccolta.

  • Autorizzazioni chiare rilasciate dal Comune.

  • Comunicazione efficace ai cittadini per evitare truffe o raccolte abusive.

La nuova iniziativa Dato che l'amministrazione sembra aver ignorato le criticità evidenziate un anno fa, ho deciso di depositare una nuova Interrogazione a Risposta Scritta. È necessario che il Comune e Dolomiti Ambiente escano dal silenzio e spieghino perché queste "raccolte fantasma" continuano a operare indisturbate sul nostro territorio.

Non possiamo permettere che Rovereto diventi terra di nessuno per operatori opachi. La gestione dei rifiuti tessili deve essere strutturata, trasparente e finalizzata al vero bene comune.



Se desideri leggere la precEdente mozione presentata: CLICCA QUI
 

lunedì 11 maggio 2026

Più decoro e meno vincoli: la mia mozione per il Centro Storico di Rovereto.

Oggi ho depositato ufficialmente una mozione presso la Circoscrizione Rovereto Centro per chiedere un cambiamento necessario: il superamento del sistema di raccolta rifiuti "Porta a Porta" nel cuore della nostra città.

Perché cambiare?

Il sistema attuale, pur con le migliori intenzioni, presenta criticità evidenti per chi vive e lavora nel centro storico:

  • Decoro Urbano: Sacchetti e mastelli abbandonati sui marciapiedi deturpano la bellezza delle nostre vie e piazze.

  • Problemi Logistici: In palazzi d'epoca e calli strette, lo stoccaggio domestico dei rifiuti è spesso impossibile, causando cattivi odori e disagi igienici.

  • Rigidità: I cittadini non possono essere "ostaggi" di calendari ed orari di esposizione troppo rigidi.

La proposta: Isole Ecologiche Intelligenti

L'obiettivo è passare a un sistema di Isole Ecologiche informatizzate (sia di superficie che interrate).

  • Accesso libero: Grazie a tessere magnetiche o smartphone, si potrà conferire il rifiuto quando è necessario, senza aspettare il giorno prestabilito.

  • Equità: Il sistema permette di tracciare i conferimenti, garantendo l'applicazione della tariffa puntuale (paghi per quanto produci).

  • Ispirazione locale: Anche realtà vicine a noi, come il Comune di Isera, stanno dimostrando che tornare a punti di raccolta stradali per alcune frazioni è una scelta pragmatica che migliora il servizio senza penalizzare la differenziata.

Prossimi passi

Ho chiesto al Sindaco e alla Giunta di avviare subito uno studio di fattibilità con Dolomiti Ambiente e di far partire un progetto pilota nelle aree più critiche del centro.

Vogliamo una Rovereto più pulita, moderna e rispettosa delle esigenze di chi la abita.

Ing. Ciro D'Antuono

Consigliere Circoscrizione Rovereto Centro – Fratelli d'Italia